foto in Home Page : © Jacques Henri Lartigue - Le ZYX 24 s’envole. Rouzat, 1910

Lo spazio dove non c'è nessuno - Frank Gohlke


 Fonte : fotologie.it

"Le montagne sono belle, ma io non posso vivere lì per molto. Il mio sguardo deve poter spaziare almeno per cinque miglia in ogni direzione per sentirmi bene! In posti dove c'é molto da vedere, dove gli stimoli visivi sono così addensati che l'occhio ne è riempito ovunque si posi, la mia risposta tende a diventare passiva e convenzionale. In posti dove sembra non esserci niente da vedere, i miei occhi devono impegnarsi al massimo e perciò paradossalmente, io vedo di più! Bellezza e grandiosità possono essere distrazioni quando si cerca di capire come un dato pezzo di terra è stato modellato. Il paesaggio è un principio attivo. La sua esistenza è il risultato delle azioni umane e dei processi naturali in mutevoli combinazioni e la sua comprensione richiede che i sensi, la mente e l' immaginazione siano completamente coinvolti con i fatti che si svolgono davanti a loro. Ogni cosa in un paesaggio ha un suo significato. Considerare il paesaggio come un tessuto di relazioni è la naturale conseguenza dell'assunto che il paesaggio è una creazione degli uomini anche quando la sola azione coinvolta è l'atto stesso della percezione. Lo spazio manifesta la sua peculiarità, il luogo diventa vivo quando la presenza umana si manifesta al suo interno. "Negli Stati Uniti c'é più spazio dove non c'è nessuno che spazio dove c'è qualcuno. Ciò ha fatto dell'America quello che ora è!" (Gertrude Stein). Quando mi accadde di leggere le parole della Stein nel 1974, mi furono di aiuto per capire cosa io volevo fotografare: lo spazio dove non c'è nessuno, il vuoto della prateria". (Frank Gohlke - Measure of Emptiness - Grain Elevator in the American Landscape -- Johns Hopkins University Press 1992)



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Frank Gohlke è una figura di spicco nella fotografia di paesaggio americano, conosciuto per le sue fotografie paesaggistiche di grande formato il lavoro di Gohlke è stato mostrato nei musei di tutto il mondo ed è presente in molte collezioni private e pubbliche.

Iniziò a fotografare all'età di 25 anni quando era ancora studente di letteratura inglese presso l'università di Yale. Successivamente ad un incontro con uno scrittore, che lo fece dubitare circa un suo possibile futuro come candidato al dottorato, iniziò a sperimentare con la fotografia. Successivamente ricevette degli incoraggiamenti da parte di Walker Evans e studiò privatamente con Paul Caponigro.

Frank Gohlke ha utilizzato la fotografia per documentare il rapporto tra l'essere umano ed il paesaggio, egli è acutamente consapevole che l'operato dell'uomo incide notevolmente sul paesaggio (talvolta lo martizza);  nelle sue composizioni sebbene la figura umana non sia fisicamente presente non è al contempo totalmente assente : essa è latente dentro di loro.

Anche se nato in Texas, il lavoro di Gohlke ha interessato anche la Francia centrale, il sud america e il Midwest, il New England e il Monte St. Helens dopo un'eruzione vulcanica.

Le fotografie di Gohlke acquisirono notorietà in seguito alla influente mostra del gruppo "New Topographics 1975 : immagini di un paesaggio alterato dall'uomo" mostra curata da William Jenkins presso la George Eastman House di Rochester (New York) nel gennaio del 1975. Per "New Topographics" William Jenkins selezionò dieci giovani fotografi, otto statunitensi, Robert Adams, Lewis Baltz, Joe Deal, Frank Gohlke, Nicholas Nixon, John Schott, Stephen Shore e Henry Wessel, Jr., e i due coniugi tedeschi Bernd e Hilla Becher. Ogni fotografo presentò dieci stampe.

La mostra costituì un momento importante nella storia della fotografia segnalando e allo stesso tempo favorendo un diverso approccio, più distaccato e meno spettacolare, alla rappresentazione del paesaggio, sia negli Stati Uniti che in Europa, fino a quegli anni dominato dal lirismo di artisti come Ansel Adams, Minor White e Paul Caponigro, tendenti alla celebrazione di una natura non violata dall'uomo, capace di veicolare significati simbolici o metafisici. Con tale mostra i fotografi che vi parteciparono influenzarono la pratica fotografica riguardante il paesaggio in tutto il globo.


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